"Il
medico del futuro non prescriverà
farmaci ma interesserà il suo paziente
alla cura dell'immagine, alla dieta e
alla causa e prevenzione delle malattie"
Thomas Edison
Differenze tra allergie ed
Intolleranze alimentari
Il medico viennese Clemens
Von Pirquet, nel 1906 definì per la prima volta il
termine “allergia” come “un’alterata
capacità acquisita e specifica che reagisce a sostanze
estranee alle cellule dell’organismo.”
Più semplicemente, s’intende per allergia una
reazione eccessiva (alterata) del sistema immunitario nei
confronti di sostanze non prodotte dall’organismo, ma
provenienti dall’esterno detti antigeni (cibo, inquinanti,
sostanze chimiche, veleni di animali ecc.) Queste sostanze
sono riconosciute dal sistema immunitario grazie alle immunoglobuline
Ig (che andranno a formare gli anticorpi), una sorta di bandierine
segnaletiche che si attaccano al corpo estraneo (l’antigene,
che nel caso in cui provoca allergia è detto allergene),
formando l’anticorpo e indirizzando i globuli bianchi
(leucociti) sul bersaglio da attaccare. Una delle conseguenze
di tutto ciò è la liberazione di istamina, sostanza
prodotta dall’organismo altamente infiammatoria, che
ad alte dosi può dare una reazione dose-dipendente
immediata ed acuta ,cioè il tipico shock anafilattico.
Le Intolleranze alimentari invece si distinguono dalle allergie
poiché non presentano immunoglobuline e liberazione
di istamina, ma gli stessi antigeni possono su alcuni soggetti
sensibilizzare il sistema immunitario, infatti per ogni individuo
esistono determinate sostanze (alimenti, sostanze chimiche,
funghi, inquinanti, ecc.) talvolta assolutamente insospettabili,
che lo potrebbero intossicare; spesso sono gli alimenti che
si assumono abitualmente e che possono diventare incompatibili
con l’organismo.
Ingerendo tali alimenti si può verificare un fenomeno
di reazione leucocitotossica, che, come si è visto
in vitro, danneggia parte dei globuli bianchi; gli enzimi
liberati dovuti alla lisi (rottura) dei leucociti entrano
in circolo, con conseguente acidificazione del sangue, questi
attaccano i tessuti provocando irritazioni a organi, apparati
o intere aree del corpo, con conseguenti reazioni a catena.
Inoltre in vitro, si è visto che anche le piastrine
ed i globuli rossi (eritrociti) possono subire reazioni anomale,
come aggregazione piastrinica sui leucociti, impedendone il
normale funzionamento, o impilamento dei globuli rossi, che
non più liberi hanno una ridotta superficie per gli
scambi gassosi, con conseguente cattiva ossigenazione dei
tessuti.
Tali reazioni dette “incompatibilità alimentari
ritardate” sono note come “intolleranze alimentari”
tipiche del metabolismo ritardato.
Con sintomi diversi da soggetto a soggetto, le intolleranze
alimentari producono disturbi che si manifestano anche a distanza
di 15/72 ore dall’ingestione dell’alimento responsabile,
talvolta anzi è necessario ripetere per più
giorni la sua introduzione per poter vederne i sintomi comparire.
Sono quindi ben diverse dalle allergie classiche, che invece
si manifestano immediatamente con l’assunzione dell’elemento
incriminato; questo considerato come allergene dal sistema
immunitario, scatenando una reazione immediata immunoglobuline
dipendente con conseguente liberazione di istamina.
Le intolleranze alimentari provocando, in modo diretto o indiretto
alterazioni a carico di qualsiasi organo, apparato o tessuto,
disturbi che a lungo andare a causa di abitudini alimentari
monotone, possono diventare cronici, assumendo sempre gli
stessi alimenti, anche se a piccole dosi ma costantemente.
Inoltre si può avere alle volte una cross reattività,
cioè una sensibiliità verso molecole simili
contenute in alimenti diversi assunti contemporaneamente,
che reagendo fanno in modo di sommare le singole reazioni
di intolleranza, amplificando i disturbi.